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Ville Venete
Giochi di luci, di facciate, di parchi e giardini si fondono con l'armonia delle campagne circostanti creando scenografie naturali animate da ninfe, putti e antiche divinità pagane. Con il Quattrocento si apre per i Colli Euganei una pagina di raffinata bellezza e di fioritura artistica che trova l'espressione più alta e completa nella Villa Veneta.
Architetti come Andrea Palladio, Gian Maria Falconetto e Andrea da Valle progettarono qui le dimore fuori porta delle più potenti famiglie venete dell'epoca. Una visita a Villa Emo Capodilista, Villa Selvatico, Villa Mocenigo Mainardi, Villa Barbarigo, Villa dei Vescovi, fa scoprire dei veri e propri gioielli architettonici con maestose facciate e incantevoli giardini (Scopri le Ville della Riviera del Brenta con Il Burchiello).
Ad Abano e Montegrotto belle ville nobiliari, erette soprattutto tra il XVI ed il XVIII secolo, impreziosiscono sia i centri cittadini che i verdeggianti dintorni collinari. Villa Savioli, edificata nel XVII secolo ed ampliata nei secoli successivi, ospita lo straordinario Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori. Villa Bassi Rathgeb, d’impianto cinquecentesco e rimaneggiata nel XVIII secolo, appartenne alla nobile famiglia Dondi dell’Orologio. Villa Rigoni Savioli (ex Malipiero) è una bella villa in stile palladiano eretta nel XVI sec.. Villa Mocenigo Mainardi ad Abano, Villa Sette, della fine del sec. XVII con rimaneggiamenti d’inizio Novecento, Villa Erizzo Zanin, del XIX sec, con ampio parco e oratorio privato, Villa Foscolo (o Cittadella Vigodarzere), nota per aver ospitato Ugo Foscolo all’epoca in cui scrisse “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” (1796), Villa Selvatico Treves, fondata nel XVI sec. ma completamente trasformata nel XIX sec. secondo i canoni architettonici dell’Eclettismo, ed infine Villa Meneghini: detta anche Villa Callas, perché GiovanBattista Meneghini, che ne fu proprietario alla metà del ‘900, fu anche marito di Maria Callas. Tra i parchi si segnala quello storico di Villa Bembiana, in località Monterosso, disteso ai piedi del colle presenta una ricca vegetazione, soprattutto macchia mediterranea ed esemplari di leccio; e quello di Villa Draghi, inserita nello splendido scenario di un parco di circa 316.000 mq, in cui parte il percorso naturalistico “Villa Draghi e Monte Ceva”, uno dei principali percorsi collinari del Parco Regionale dei Colli Euganei.
Villa Draghi
Montegrotto Terme
Nei pressi del monte Ceva , sorge una villa signorile che ormai è considerata parte del patrimonio locale culturale: Villa Draghi. La costruzione, del 1700, fu di proprietà di varie famiglie, dall'ultima delle quali ha ereditato il bizzarro nome. Singolare esempio di architettura eclettica vicina allo stile lagunare e orientale con elementi tipicamente medievaleggianti, l’edificio è stato purtroppo spogliato degli importanti arredi architettonici che lo completavano. Attorno alla villa restano le vestigia di quello che fu l'antico giardino nobiliare dove è ancora possibile rinvenire piante insolite per quel tipo di ambiente.
Villa Bassi Rathgeb
Abano Terme
La villa, dall'impianto cinquecentesco rimaneggiato nel XVIII secolo, appartenne alla nobile famiglia padovana dei Dondi dell'Orologio che fece aprire nel 1776 la strada tra la villa e le terme. Alla stessa epoca risale probabilmente la sopraelevazione di un piano della facciata e la copertura degli affreschi di Antonio Buttafuoco. Vi furono ospitati nell'Ottocento personaggi illustri come il figliastro di Napoleone Eugenio Beauhrnais, vice re del Regno d'Italia. Nel 1979 il Comune di Abano Terme acquistò la villa per farne la sede della preziosa collezione di Roberto Bassi-Rathgeb, centro culturale e sede del Museo Comunale.
Villa Rigoni Savioli
Abano Terme
Dal centro di Abano, in direzione Padova, appare alta e possente Villa Moro Malipiero ora dei Conti Rigoni Savioli. Villa Rigoni Savioli è una villa veneta che fu commissionata al grande architetto Nicolò Malipiero nel 1557, costruita in puro stile palladiano e riccamente affrescata da Giovanni Battista Zelotti allievo del Veronese. La villa è circondata da un giardino e da tre broli, è dotata di barchesse, nel brolo posteriore si trova un pozzo di acqua termale danneggiato durante l’ultima guerra ed una torre colombara. Un altro gioiello arcitettonico è dato dalla chiesetta tuttora consacrata.
Villa Meneghini Callas
Montegrotto Terme
Villa Meneghini detta anche Villa Callas perché Giovan Battista Meneghini, che ne fu proprietario alla metà del 1900, fu anche marito di Maria Callas.
L’edificio risalente al 1559 sorge in località Caposeda a Montegrotto Terme. Dopo un attento restauro è ora sede dell'atelier internazionale di arti plastiche diretto dal maestro Del Negro.
La villa è visitabile solo dall'esterno.
Villa Savioli
Abano Terme
La Villa veneta Trevisan Savioli era una delle più significative case di villeggiatura dei nobili veneziani e sorge ad Abano Terme, luogo termale già celebre in epoca romana. Il suo impianto risale alla prima metà del XVII secolo. Il complesso architettonico è formato da tutte le parti che tradizionalmente costituiscono una casa veneziana: l'abitazione del proprietario, posizionata nell'asse plastico originale, un piccolo giardino all'italiana, l'ex-barchessa ritrasformata, l'oratorio compreso tra due edifici che lo spalleggiano, il cortile ed il vasto brolo completano il sito storico.
Oggi è sede del Museo Internazionale della Maschera Amleto e Donato Sartori.
Villa Mocenigo Mainardi
Abano Terme
Villa Mocenigo Mainardi era tra le più lussuose ed importanti ville di Abano, tanto che ospitò vari personaggi illustri tra i quali Carlo Goldoni, Giacomo Leopardi e Giacomo Casanova. Un complesso monumentale conosciuto fin dai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia che include un piccolo oratorio che si affaccia direttamente sulla strada.
Villa Bembiana
Abano Terme
Villa Monzino e il suo famoso parco sorgono a Monterosso e forse furono casa di campagna dell’illustre letterato Pietro Bembo, come vuole la denominazione della villa, che si qualifica come “Villa Bembiana”. Il palazzo è esistente già dall'inizio del '600. Qui, nel 1918, ebbe sede l'Ufficio stampa del Comando Supremo e, come ricorda una lapide che dice: "In questa villa - fu redatto - il supremo Bollettino di guerra - 4 novembre 1918 - che riepilogava scultorio immortale - sentenza di Nemesi - il trionfo d'Italia - su l'Austria distrutta".
Villa Foscolo
Abano Terme
La villa, nota anche come Villa Cittadella-Vigodarzere, sorge in località Feriole, ed è nota per aver ospitato Ugo Foscolo all’epoca in cui scrisse “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” (1796). Qui pare abbia scritto alcune pagine del suo romanzo, considerato il primo romanzo epistolare della letteratura italiana.
Casa del Petrarca
Arquà Petrarca
L'abitazione in cui il grande autore de Il Canzoniere visse i suoi ultimi giorni è conservata come allora, con oggetti personali e cimeli che raccontano l'esistenza del Poeta aretino. La struttura originaria era del duecento e fu lo stesso Francesco Petrarca, a partire dal 1369 quando gli fu donata dal Signore di Padova Francesco il Vecchio da Carrara, a presiedere i lavori di restauro facendo inoltre dipingere le pareti con tempere rappresentati scene ispirate al Canzoniere, ai Trionfi e all'Africa, tutte opere del Poeta.
Così descriveva Arquà: "Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo"
Villa Barbarigo
Valsanzibio
Valsanzibio, uno dei maggiori giardini d'epoca esistenti, fu portato all'attuale splendore, nella seconda metà del Seicento, dal nobile veneziano Zuane Francesco Barbarigo, Il primogenito Gregorio, ispirò la simbologia del progetto composto da settanta statue, ed altrettante sculture minori si integrano ad architetture, ruscelli, cascate, fontane, laghetti, scherzi d'acqua e peschiere, fra innumerevoli alberi ed arbusti, su ben quindici ettari di superficie. Tale insieme venne concepito ed attuato per simboleggiare il cammino dell'uomo verso la propria perfettibilità e Salvazione (Visita Villa Barbarigo).
Villa Rosa
Tramonte
A Tramonte sorge un palazzetto elegante che rispecchia la grazie e le proporzioni dell'architettura del ‘700. Quest'oasi che nel 700 era di proprietà dei Rosa, appartenne prima ad una stirpe che ebbe pochi abati e molti uomini d'arme, quella dei Camposampiero, una delle più antiche e più illustri del territorio padovano. La villa attira specialmente per la varietà e la eleganza dei ferri battuti. Oggi ammiriamo nella villa alcuni quadri, incisioni e disegni - ve ne sono del Piazzetta - e i 4 putti di legno intagliati attribuiti ad Andrea Brustolon.
Villa Emo Capodilista
Montecchia
Frutto dell'ingegno del pittore e architetto Dario Varotari, allievo di Paolo Veronese, la Villa Capodilista fu costruita nel 1568 pensata come padiglione per la caccia. Dall'alto di una collina, questa Villa domina il paesaggio con la sua sontuosità. La pianta a forma quadrata, particolarmente originale, è impreziosito da ampie gallerie affrescate che ritraggono scene della mitologia e della storia della famiglia, putti, grottesche e fregi.
Villa Selvatico Sartori
Battaglia Terme
Il complesso monumentale di Villa Selvatico, iniziato nel 1593 per volere di Bartolomeo Selvatico e ultimato nel 1650, rappresenta un esemplare stilistico unico che anticipa i canoni del barocco veneto, con originali fusioni architettoniche medievali e orientaleggianti. Il capolavoro è Villa Selvatico che dopo un accurato lavoro di restauro mirato all’accoglienza di una clientela d’elitè, cade oggi sotto la tutela del Ministero dei Beni Ambientali.
Villa Molin
Mandria
Villa Molin, progettata nel 1597 dall'architetto Vincenzo Scamozzi, su commissione di Nicolò Molin, sorge presso la riva navigabile del canale di Battaglia, a poca distanza dalle città di Abano Terme e di Padova. La pianta del fabbricato è perfettamente quadrata, con un avancorpo sul lato della facciata principale rivolta a scirocco. La facciata principale è adorna di un elegante pronao esastilo di ordine ionico, che si erge maestoso sopra la zoccolatura ed ha due arconi sulle robuste fiancate che si raccordano col retrostante corpo del fabbricato.
Villa dei Vescovi
Luvignano di Torreglia
Edificata su un terrapieno dei Colli Euganei tra il 1535 e il 1542 come casa di villeggiatura del vescovo di Padova, Francesco Pisani, che la trasformò in sede di un cenacolo intellettuale frequentato da importanti letterati e umanisti del tempo, i cui pensieri e scritti lasciarono una traccia importante nella cultura del nostro Paese. Il progetto fu affidato al pittore-architetto veronese Giovanni Maria Falconetto, mentre la direzione dei lavori spettò all'erudito veneziano Alvise Cornaro. Arricchita dagli affreschi del fiammingo Lambert Sustris, fu protagonista di ulteriori modifiche e migliorie apportate da artisti e architetti quali Giulio Romano, Vincenzo Scamozzi e Andrea della Valle. A distanza di cinque secoli, Villa dei Vescovi mantiene miracolosamente inalterato il suo ideale di vita originario che assegna alla natura e al paesaggio un valore morale in grado di educare lo spirito e ispirare la mente (Visita a Villa dei Vescovi).
Villa Giusti
Mandria
Villa Giusti deve la sua fama ai negoziati che vi furono condotti nell'ottobre del 1918 tra le autorità militari italiane e i plenipotenziari austriaci e che nella serata del 3 novembre 1918 portarono alla firma presso la villa stessa dell'armistizio che pone fine alla prima guerra mondiale. Completamente restaurata nel XIX secolo da un'originaria costruzione di proprietà dei Capodilista, nei giorni dell'Armistizio era di proprietà del conte Vettor Giusti del Giardino, sindaco di Padova e senatore del Regno d'Italia. Prima dell'Armistizio, la villa era stata residenza di re Vittorio Emanuele III. La sala dove furono condotti i negoziati e firmato l'armistizio è tuttora intatta e il mobilio è ancora lo stesso di quella storica giornata.
Villa Cavalli
Bresseo
A Bresseo sorge la splendida Villa Cavalli che, come nel caso di molte ville venete, costituisce il perno urbanistico della località, la ragion d’essere del paese - dice il Brunelli. Costruita nel secolo XVII dai Cavalli, famiglia patrizia di origine bavarese, dal 1381 aggregata per meriti di guerra (Giacomo Cavalli era stato valente condottiero di milizie) alla nobiltà veneta. La villa si compone di un corpo semplicissimo fiancheggiato da due lunghe barchesse, alle cui estremità avanzano, perpendicolarmente al fabbricato centrale, la foresteria, una delle quali racchiude l’oratorio.
Villa Contarini
Piazzola sul Brenta
La Villa sorge sui resti di un antico castello costruito dalla famiglia dei Dente intorno all'anno Mille. Acquisito dai Carraresi, signori di Padova, fu ereditato da un membro della famiglia Contarini. Nella seconda metà del Seicento, Marco Contarini, Procuratore di San Marco, ampliò l'edificio rendendolo simile ad una Reggia e facendone uno straordinario "luogo teatrale". Dal 2005 la Villa è di proprietà della Regione del Veneto, attualmente impegnata nella sua valorizzazione.
Villa Cornaro
Piombino Dese
La villa venne progettata da Andrea Palladio tra il 1551 e il 1554 su commissione del nobile veneziano Giorgio Cornaro, che volle edificare una dimora che servisse alla famiglia durante il periodo della semina e del raccolto. L'edificio si sviluppa su due piani a pianta quadrata, con due facciate: una verso la strada, l'altra verso la campagna. Ancora incompleta nel 1582, la villa venne terminata nel 1596, con l'inserimento del loggiato al piano superiore. Da notare gli splendidi caminetti di marmo e gli stucchi settecenteschi di Bartolomeo Cabianca.
Villa Ca' Marcello
Piombino Dese
L'edificazione del nucleo più antico della residenza veneziana risale agli inizi del Cinquecento, quando Andrea Marcello fece costruire una casa destinata a brevi soggiorni in occasione delle battute di caccia. La residenza, con i suoi 4000 ettari di possedimenti terrieri, fu oggetto di un'importante trasformazione verso la metà del Settecento, quando i nuovi proprietari, i marchesi Maruzzi, fecero della villa una fastosa dimora di rappresentanza.
Villa Duodo
Monselice
A metà costa del Colle della Rocca è collocato il complesso architettonico denominato Villa Duodo, costruito dalla nobile famiglia veneziana Duodo sulla base dell’antico castello detto di San Giorgio. A destra, l’ala più antica risale al 1593 ed è opera dell’architetto Vincenzo Scamozzi. La parte frontale, aggiunta nel 1740, è la più recente. A sinistra del complesso si sviluppa l’esedra dedicata a S. Francesco Saverio, una grande scalinata in pietra del 1600. La villa, visitabile solo esternamente, è preceduta dal percorso delle Sette Chiese.
Villa Buzzacarini
Monselice
Proseguendo lungo il canale in direzione di Este, in località Marendole, sorge Villa Buzzaccarini, seicentesca, di squisito gusto barocco; anche i Buzzaccarini, come gli Emo, possedevano ampie proprietà terriere e scelgono di edificare le loro ville lungo il corso del canale, perché le migliori e più sicure vie di comunicazione erano quelle fluviali.
Villa Emo
Monselice
La villa venne edificata nel 1588 su progetto di Vincenzo Scamozzi per la famiglia dei Contarini lungo il canale Bisatto. Lo stile richiama le più belle architetture del Palladio soprattutto nell'imponente colonnato del frontale e nel geometrico disegno dell'ampio giardino antistante. Passata in proprietà dei Maldura, la villa venne infine acquisita dagli Emo Capodilista. Durante i restauri sono riapparsi all'interno alcuni lacerti di affreschi che sarebbero opera del Veronese. Il ricco giardino che circonda oggi la villa è frutto della sistemazione attuata negli anni Sessanta del Novecento per volontà di Giuseppina Emo.
Villa Palazzetto
Monselice
In aperta campagna, sulla strada verso Chioggia, sorge il Palazzetto Businaro, dalla bella architettura veneta, costruito come residenza di campagna dalla famiglia Tasso, nel 1627. Il palazzetto è stato completamente restaurato nel 1968 da Aldo Businaro che ha chiamato a collaborare nei lavori Carlo Scarpa, uno dei più geniali progettisti e architetti della nostra epoca. Al restauro conservativo del palazzo, Scarpa ha aggiunto elementi di straordinaria personalizzazione, come la grande aia ridisegnata in chiave moderna e l'innesto dei due monumentali camini veneziani sul tetto.
Villa Contarini
Monselice
Nel contesto della cultura veneziana si colloca la costruzione della Villa Contarini in Monselice, sulla sponda sinistra del Bisatto, già documentata nel 1581. Dallo stile della facciata e dalla ripartizione degli spazi abitativi, gli esperti attribuiscono il disegno a Vincenzo Scamozzi.
Villa Pisani
Monselice
Attuale sede dell’archivio storico della città, fu fatta costruire dal nobile Francesco Pisani. Villa Pisani era una vera e propria stazione di sosta per brevi soggiorni durante il lento viaggio da Venezia per via fluviale verso le proprietà che la famiglia possedeva nella bassa tra l’Adige e i Colli Euganei (1560 circa). La facciata viene attribuita all’architetto Andrea da Valle, attivo nel territorio tra il 1540-60 ed è suddivisa da lesene che terminano con capitelli in cotto d’ordine corinzio a queste si sovrappone un timpano triangolare che alloggia lo stemma dei Pisani sorretto da due Vittorie in stucco forte. Lo stile richiama artisti vicini alla scuola di Paolo Veronese.
Villa Nani Mocenigo
Monselice
Palazzo patrizio del Settecento, recentemente restaurato. Si presenta con un muro di cinta dal quale fanno capolino sculture grottesche raffiguranti dei nani con chiara allusione al nome di famiglia (portale in pietra, scalinata decorata da statue con esedra finale, eleganti scuderie del ’600 sul lato destro della strada).
Villa Sceriman
Vo' Euganeo
Immersa nei vigneti dei Colli Euganei si incontra Villa Sceriman, antico complesso rurale del XVI sec., opera minore del Palladio.
La villa e gli stabili adiacenti, fin dagli anni '60, fanno parte del complesso dell'azienda vitivinicola, e nelle ex scuderie è ospitata l'enoteca, dove si possono degustare vini, salumi e formaggi tipici.
Villa Vigna Contarena
Este
Il nome di "Vigna" pare sia dovuto al fatto che, in origine, la casa di campagna che i patrizi veneziani Contarini possedevano in una cesura accanto alle mura ad occidente del Castello d'Este aveva un bel parco ad alberi da frutta e a viti. La situazione della casa sulle primissime pendici del Colle del Principe, alla medesima pendenza del vicino Castello, è assai favorevole alla vegetazione di piante e di vigne. Dietro l'esempio del primo Alvise Cornaro.
Villa Miari De Cumani
Este
La presenza della famiglia De Cumani a Sant'Elena vanta origini antichissime ed era intimamente legata alla storia del luogo, dove, fin dal Trecento, sorgeva una vasta residenza. L'insieme degli interventi avviati a partire dal 1857, per volontà di Felice e poi di Giacomo Miari, impresse alla villa il suo aspetto definitivo. Mentre l'edificio padronale e i corpi annessi furono risistemati su progetto dell'architetto bolognese Achille Casanova, Osvaldo Paoletti disegnò il grande parco romantico con piante esotiche e architetture eclettiche, che venne a sostituire l'originale brolo.
Villa Pisani
Montagnana
Villa Pisani è una villa veneta progettata da Andrea Palladio ed eretta tra il 1553 ed il 1555 per Francesco Pisani. Edificio di tipocittadino a blocco compatto arricchito da una doppia loggia con timpano, e opera incompleta in quanto, stando al progetto, mancano completamente le ali laterali. Caso raro nella produzione palladiana, la villa è a due piani: il superiore con gli appartamenti padronali, l’inferiore per la vita di tutti i giorni, quando si trattano affari e si ricevono i fittavoli, e non solo d’estate come provano i numerosi camini. È inserita dal 1996 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO assieme alle altre ville palladiane del Veneto.
Villa La Certosa
Vigodarzere
Il vasto complesso archittettonico sede dei Certosini dal 1550, è oggi in gran parte trasformato in azienda agricola e versa in stato di abbandono. Un documento religioso permette di fissare la data iniziale dei lavori nel 1534. Vi operarono Andrea Moroni, attivo a Padova, a cui si deve la facciata della chiesa e Andrea Della Valle, istriano, nominato architetto della fabbrica nel 1560. Soppressa la comunità conventuale nel 1768, andarono distrutti parte dei chiostri, il campanile, le cappelle e la cupola della chiesa e asportati pregevoli dipinti. La chiesa, dedicata ai santi Girolamo e Bernardo, una volta ridotta di dimensioni, venne utilizzata come tomba di famiglia dei De Zigno.
Villa Giovanelli
Noventa Padovana
Solitaria e Superba, Villa Giovanelli, costruita alla fine del Seicento dalla famiglia Giovanelli, unisce nell'impianto strutturale aspetti palladiani alle presenza delle tendenze architettoniche innovatrici del Longhena; il singolare monumentale pronao a forma pentagonale, le alte colonne corinzie con timpano ornato di statue, la maestosa scalinata aggiunta dal Massari nel 1738 rendono imponente e scenografico il suo aspetto esterno.
Villa Giustiniani
San Pietro Viminario
La famiglia Giustiniani, grazie alla sua origine imperiale, all’appartenenza al patriziato veneto ed alla antica e gloriosa tradizione si fece costruire una villa nella campagna veneta, in provincia di Padova, nella seconda metà del XVII secolo. Per volere del doge Marcantonio Giustiniani, venne effettuato un ampliamento del complesso con la realizzazione di un corpo “in stile palladiano” in quanto ci fu l’esigenza di dotare la villa di una entrata di rappresentanza per accogliere gli ospiti.
Villa Beatrice d'Este
Baone
Villa Beatrice sul Monte Gemola, porta il nome di una Santa, la Beata Beatrice, qui vissuta tra il 1221 e il 1226. Sul posto dell'attuale villa sorgeva allora un piccolo cenobio, in precedenza abitato da eremiti. Dopo un periodo di abbandono il convento nel 1657 risulta di proprietà di un mercante veneziano, e a tale epoca risale la trasformazione del monastero in villa. Oggi, all'interno della villa, sede di un Museo Naturalistico, si intravedono ancora tracce dell'antico monastero. All'esterno, accanto alla villa , è stata ricavata un’area pic-nic da cui si può godere un panorama a 360°.
Villa Mantua Benavides
Baone
La famiglia Mantua Benavides, trasferitasi in Italia, dapprima a Mantova (da cui prese il nome "Mantua"), poi a Padova, dove si dedicò al commercio della lana, fece di questa villa la sua principale dimora. Posta su di un'altura, la villa venne edificata sul finire del Cinquecento dagli eredi del più illustre rappresentante della famiglia, Marco Mantua Benavides (1489-1582) giureconsulto, letterato ed umanista coltissimo. La villa ospitò numerosi vescovi padovani in visita alla parrocchia del paese. Estintasi nel 1762 la famiglia Mantua Benavides, la villa venne presa in affitto come casa canonica dal vescovo Giustiniani, legando da allora le sorti dell'edificio a quelle della parrocchia. Agli inizi dell'Ottocento la villa venne acquistata dal Comune di Baone conoscendo purtroppo un rapido degrado. Nel 1964 si intrapresero urgenti lavori di restauro del Piano Nobile. La villa è caratterizzata dal portico al pianterreno e dal loggiato al piano superiore.
Villa Pisani
Vescovana
A Vescovana si trovavano la nuova pieve e la casa padronale fatte edificare prima del 1570 da Francesco Pisani, vescovo della città di Padova e committente della Villa dei Vescovi a Luvigliano, progettata da Falconetto e da Alvise Cornaro. Fra il Cinquecento e il Seicento, la residenza di Vescovana si doveva già presentare come un vasto complesso, dominato dall'edificio dominicale a tre piani, al quale erano annesse, su ciascun lato, lunghe barchesse porticate.
Villa Mocenigo Randi
Cartura
La costruzione della villa ha le sue origini nel Cinquecento, quando essa fu fatta edificare dalla famiglia Mocenigo in un'area pianeggiante a breve distanza da Padova, lungo il canale di Cagnola. L'identità della committenza e l'insieme delle qualità architettoniche della villa, nonché alcune soluzioni di dettaglio molto vicine all'opera di Andrea Palladio, suggerirebbero un intervento da parte dello stesso architetto; tuttavia nessuna ricerca storica o archivistica ha ancora fatto luce sull'attribuzione del progetto.
Villa Ca' Sagredo
Conselve
La villa con i suoi tre ettari di parco è una tipica costruzione del secolo XVII a piano rialzato modulata in longitudine su richiamo toscano, sormontata da motivi decorativi e statue in pietra di ispirazione classica rappresentanti figure mitologiche : la musica, la poesia, l'agricoltura, la ricchezza, la carità, la fama e l'abbondanza. La facciata è pilastrata con grande attico centrale triangolare, finestre a tutto sesto, lucernai ottagonali ed altre rifiniture pregevoli.
Villa Nani Loredan
Sant'Urbano
La villa è un semplice corpo di fabbrica a pianta rettangolare sviluppato su tre livelli. Di costruzione tardo cinquecentesca, essa apparteneva, secondo l'estimo del 1666, per tre quarti a Francesco Loredan e per un quarto a Bernardo Nani, essendo infatti situata in asse rispetto alla vicina corte agricola di questa famiglia. Secondo una tradizione locale, un passaggio sotterraneo voltato collegava l'edificio all'altra casa padronale, forse per consentire un più rapido percorso ai contadini oppure per garantire ai nobili abitanti una sicura via di fuga in caso di necessità.
Palazzo Orsati
Casalserugo
Si trattava di un edificio in muratura, di volume cubico, coronato da una merlatura e cinto, più sotto, da una fascia di arcatelle. La costruzione aveva non solo una destinazione d'uso abitativa, ma anche un vero e proprio carattere difensivo, simile a quello del vicino "castello di Ser Ugo" (Villa Ferri). Fu a quest'epoca che venne realizzato, inoltre, il portico sul lato verso la corte, con loggiato superiore. Nella prima metà del Quattrocento, il consolidamento della posizione sociale e della fortuna economica della famiglia Orsati fu alla base di alcune delle trasformazioni che segnarono in modo indelebile l'aspetto della dimora, utilizzata per soggiorni estivi e temporanei.
Villa Ferri
Casalserugo
Il sito in cui sorge la villa, detta "Castello di Ser Ugo" e appartenuta alla famiglia Ferri, era forse occupato in epoca medievale da una casa torre,. L'aspetto della facciata va ricondotto a una sistemazione seicentesca, durante la quale il prospetto, ancora coronato da una sequenza di archetti ciechi, fu modificato nella campata centrale, contrassegnata da due aperture ad arco. L'apparato decorativo delle stanze interne, sia al piano terra che al livello superiore, fu realizzato in parte nel XV sec. e in parte nel XVII; in particolare gli affreschi al piano nobile riportano la data del 1688.
Villa Baglioni
Massanzago
La costruzione della casa padronale di Alvise Lombardo, la cui paternità architettonica rimane tuttora sconosciuta, fu portata a termine intorno agli anni Ottanta del XVII secolo. La villa conservò questo aspetto fino al 1718: decisivo fu l'acquisto da parte del conte Giovanni Battista Baglioni che innalzò la villa di un terzo piano e facendolo decorare all'interno: il committente si rivolse a Giambattista Tiepolo, che, alle prese con la sua prima opera, affrescò il salone.
Villa Grimani Valmarana
Noventa Padovana
La villa Grimani Valmarana sorge su un luogo occupato da una fortezza di origine medievale e fu detenuta, dal 1520, dal Patriarca di Aquileia Domenico Grimani. Il periodo più rilevante per la storia della villa coincide però con la proprietà della famiglia Vendramin-Calergi, che ottenne l'edificio e i suoi giardini nel 1740, mantenendo il possedimento fino alla fine dell'Ottocento; a quest'epoca va ricondotta la definizione dei principali caratteri architettonici della villa, con particolare riferimento al piano nobile.
Villa Contarini Piva
Cinto Euganeo
Venne costruita dai Contarini nella prima metà del Cinquecento. Ampliata nel primo Settecento (1704), poi di nuovo nel 1763 con la realizzazione dell'ala sud. La villa fu in quel secolo abbellita sia all'esterno, con la sistemazione nel giardino di numerose statue del Bonazza (di cui purtroppo solo sei sono giunte fino a noi) e la decorazione all'interno delle sale con un ciclo di affreschi di Jacopo Guarana. Di particolare interesse gli affreschi del salone che rappresentano scene tratte dal Pastor fido.
Villa Rova
Arquà Petrarca
Tipico esempio di villa quattrocentesca veneziana appartenuta in passato ai Pisani, dal palese richiamo architettonico alla prestigiosa Villa Pisani di Strà. A partire dal ‘400, la nobiltà comincia a costruire ad Arquà, richiamata dalla fama del Petrarca. Le ville venete vengono infatti prevalentemente costruite attorno alla sua tomba. Alla stregua di villa Pisani, anche villa Rova si sviluppa in altezza, con la consueta pianta veneta tripartita, e, trovandosi su un pendio, è caratterizzata dal giardino a terrazzi cui si accede attraverso una cancellata ottocentesca.

Villa Contarini
Arquà Petrarca
È l’edificio più imponente di Arquà Petrarca; palazzo medievale appartenuto ai Contarini, simile per struttura all’omonima Villa di Piazzola: due corpi accostati, quello più antico si trova ad est. Costruttivamente la parte inferiore di questo corpo si presenta in laterizio alternato a fasce in sasso, mentre la superiore è tutta in mattoni. La zona più recente ripropone le forometrie gotiche. Questo edificio, a metà tra la villa veneta e la casa veneziana, si sviluppa in lunghezza; al piano terra si trova il porticato, mentre al piano superiore ci sono gli spazi per conservare granaglie e farine.
Villa Alessi
Arquà Petrarca
Villa Alessi, un tempo sede dei vescovi di Padova nel '700 in visita pastorale, come Gregorio Barbarigo e Benedetto XIII, oggi utilizzata per eventi e concerti.
Villa Alessi è di origine trecentesca ed è stata restaurata nel 1789.
Villa Foscarini
Pontelongo
Esso in origine era la residenza estiva della famiglia veneziana dei Foscarini da San Stae e fu costruito probabilmente nella seconda metà del Cinquecento. Come ogni residenza di villa dei patrizi veneziani il complesso era composto da un edificio domenicale , da due barchesse laterali e, nella parte posteriore da un brolo ed un piccolo giardino. In questo palazzo morì nel 1763 il grande doge e storico Marco Foscarini. Il palazzo divenne poi proprietà di Andrea Erizzo, che vi apportò delle trasformazioni nell'assetto architettonico. Fu infine proprietà dei Serravalle, prima di essere acquisito nel 1876 dal Comune di Pontelongo.
Palazzo Baretta
Legnaro
Villa cinquecentesca a Legnaro acquistata da Clemente Fossa nel 1675. La famiglia Fossa realizzò un'ingente sistemazione della residenza, sia all'esterno che all'interno. Le tre arcate del prospetto principale furono modificate con l'introduzione di una loggia colonnata e affrescata e di un timpano posto a coronamento del settore centrale, mentre le sale del primo livello furono dotate di controsoffitti che celarono gli originali soffitti a cassettoni dipinti. Tra il 1872 e il 1873 il nuovo proprietario, Vincenzo Boscaro, fece innalzare il secondo piano e aggiungere un terzo livello mansardato.
Villa Garzoni
Candiana
Villa Garzoni fu costruita per ordine di Alvise Garzoni dopo il 1527 su progetto di Jacopo Sansovino all'interno di una vasta pianura bonificata dagli stessi proprietari. Il prospetto principale della villa è caratterizzato dall'ariosità del portico a cinque arcate, cui corrispondono altrettante aperture nella loggia soprastante. Dietro il piano di facciata, una folta schiera di archi, che si ripetono in profondità, determina un cannocchiale prospettico che termina nella campagna. La forma del cortile, ma soprattutto le arcate nella facciata, fanno entrare per la prima volta la classicità nell'architettura rurale del Veneto costituendo l'antecedente diretto delle ville del Palladio dopo il 1550.
Villa Valmarana
Saonara
Il complesso Cittadella Vigodarzere è frutto di ripetuti interventi del veneziano Giuseppe Jappelli a partire dal 1816 e protrattisi fino agli ultimi anni di attività dell'architetto morto nel 1852. Committenti prima il cavalier Antonio Vigodarzere (1766-1835), poi il nipote e figlio adottivo Andrea Cittadella (1804-1870). Ad Antonio Vigodarzere spetta l'iniziativa di destinare quasi 13 ettari della proprietà di Saonara a giardino, dove fa piantumare oltre 35.000 alberi, a contorno e completamento della casa padronale. Saonara appartiene oggi al conte Lodovico Valmarana.
Villa Imperiale
Galliera Veneta
Le origini del nucleo più antico della Villa Imperiale sono riferibili al XVI sec. Nel 1518 Pietro Capello dichiarava la proprietà di una casa padronale con annessi agricoli, una torre colombara, un orto e un brolo, ampliata nel secolo successivo in seguito alla concessione, da parte della Repubblica di Venezia, di utilizzare l'acqua del fiume Brenta per l'alimentazione di una roggia. Quando, nel 1858, la residenza e i possedimenti circostanti furono acquistati da Anna Maria di Savoia, moglie dell'imperatore d'Austria Ferdinando I, le strutture architettoniche e il parco vennero sottoposti a un nuovo intervento, di cui si occupò Francesco Bortolami.
Villa Widmann
Bagnoli
Nel 1657 Bagnoli divenne possedimento della ricca famiglia Widmann. Il conte Ludovico diede inizio a una generale trasformazione dell'edificio monastico e dell'annessa chiesa di San Michele, facendone la propria residenza. L'attribuzione del progetto architettonico è forse di Baldassarre Longhena, che aveva già lavorato per i Widmann a Venezia, oltre che di Andrea Cominelli e di Domenico. Nel salone interno venne allestito un piccolo teatro, divenuto celebre per la presenza di Carlo Goldoni, varie volte ospite presso la Villa Widmann.
Villa Selvatico
Vigonza
La casa padronale venne edificata fra il XV e il XVI sec.; tuttavia il complesso, con la barchessa, gli annessi rustici e il vasto giardino, fu sottoposto ad alcuni ampliamenti nel corso del Settecento, quando vennero realizzati il corpo di fabbrica terrazzato a due piani, posto fra la villa e la barchessa, e l'adiacente fabbricato, anch'esso destinato ad abitazione. Il passaggio di proprietà alla famiglia vicentina dei Da Porto - la stessa che risiedeva in Palazzo Barbaran, nella Contra' Porti - è anch'esso di datazione incerta.
Villa Ruzini
Camposampiero
La presenza di una dimora nobiliare nell'antico insediamento di origine romana di Villanova risale al tardo Cinquecento. Fu questo modesto palazzo di campagna a costituire la prima residenza dei Ruzini, l'aristocratica famiglia veneziana che, nei pressi di Padova, possedeva una vasta tenuta agricola. L'edificio, fulcro delle proprietà territoriali, era destinato a soggiorni temporanei e le prime trasformazioni architettoniche vanno probabilmente messe in relazione con l'importante posizione politica che i Ruzini iniziarono a occupare nel XVII sec.
Villa Pacchierotti Trieste
Limena
Venne edificata sulla stessa area in cui esisteva un'antica fortificazione di cui rimane traccia nella zona della barchessa. La facciata, caratterizzata da un pronao a tre ordini sovrapposti (toscano, ionico e composito) è abbastanza anomala rispetto alle tradizionali ville venete. A fianco della villa vi è un bell'oratorio al cui interno si conservano alcune statue attribuite al Marinali, che rappresentano la *Madonna* con ai lati i santi *Domenico e Gaetano Thiene*. Tutto il complesso si trova collocato in un ampio parco.
Villa Roberti Bozzolato
Brugine
La sua progettazione fu affidata nel 1544 da Girolamo de' Roberti all'architetto Andrea della Valle, che edificò la villa sulle rovine del castello dei Maccaruffo, di cui rimangono ancora la torre trecentesca (dove sono visibili tracce di affreschi con lo stemma dei Carraresi) ed il pozzo antistante la barchessa (fine XV secolo). La decorazione esterna del palazzo di Brugine con scene di storia romana ed aspetti mitologici è andata quasi completamente perduta, mentre all'interno, nel luminoso Salone Nobile, si conserva tutt'ora un pregievole ciclo di affreschi a soggetto mitologico risalente alla metà del Cinquecento, opera di Giambattista Zelotti e Antonio Fasolo.
Villa Dal Ponte
Cadoneghe
Villa da Ponte (ora Vergerio) a Cadoneghe prende il nome dalla nobile famiglia veneziana che già dal 1600 qui aveva vasti possedimenti. La costruzione fu voluta come casa di villeggiatura dal N.H. NICOLO' DA PONTE verso la metà del settecento ampliando verso Est i già esistenti fabbricati dell'azienda agricola. L'intera composizione riveste un notevole interesse artistico e storico particolarmente per la vivacità cromatica e l'ariosità dell' insieme trattandosi poi di un documento inedito di decorazione del settecento veneziano in terraferma.
Villa Contarini Giovanelli Venier
Vò Euganeo
Il complesso rappresenta uno dei più alti esempi di urbanistica organizzata sull’impianto di una villa veneta. Tra il XVI e XVIII secolo un ramo della grande famiglia veneziana dei Contarini acquisì vasti possedimenti nel versante occidentale dei Colli Euganei tra cui anche il medievale castello della Nina. L'edificio presenta una pianta quadrata tripartita con al centro i saloni sovrapposti e ai lati le stanze e uno scalone interno; un basso pianterreno di servizio che serve a “staccare” da terra i due alti piani nobili, l’uno sovrapposto all’altro ed architettonicamente differenziati ed infine un piano sottotetto per la servitù. Le finestre sono caratterizzate da vivaci balaustre in pietra, da timpanetti triangolari ed arcuati oppure con archi decorati in chiave da eleganti modiglioni. Al palazzo, nel corso del XVII secolo, si aggiungono un oratorio, un’osteria e una piazza che con il porto fluviale daranno origine ad un piccolo centro abitato. Nel XIX secolo il palazzo subì una totale ristrutturazione, in vista di un ammodernamento voluto da Maria Giovanelli-Venier, che ne modificò la pianta. Nel dicembre 1943 la villa fu requisita dai repubblichini di Salò e utilizzata come campo di concentramento.
Villa Papafava
Rovolon
La prima ad accogliere il visitatore che provenisse da Padova è la Villa dei Conti Papafava, situata su un basso colle all’interno del grandioso Parco di Frassanelle, ora in parte trasformato in un prestigioso campo da golf. L’edificio, sobrio e compatto, è stato costruito all’inizio del 1800 sull’area di un preesistente insediamento. Il bosco rigoglioso che lo circonda è costituito da frassini (da cui ha origine il toponimo), cipressi, pioppi ed altre essenze pregiate; all’interno sono presenti grotte naturali ed artificiali, un orrido ed un tempietto neoclassico (XVIII secolo) progettato da Giuseppe Jappelli.
Villa Ottavia
Rovolon
Lungo la strada che collega Rovolon a Bastia, a metà percorso, si può ammirare la cinquecentesca Villa Ottavia, una costruzione con porticato a pian terreno, loggetta superiore e colombaia, eretta dai monaci di Santa Giustina e già sede di una loro corte. Per "corte" l'ordinamento benedettino intendeva l'edificio più importante della propria suddivisione territoriale: ogni gastaldia, infatti, aveva la propria corte che comprendeva la chiesa, la casa del gastaldo, le stalle e il fondo di un'ampia cantina.
Villa Barbarigo
Rovolon
Poco distante da Frassanelle, alle falde del basso colle Sereo, sorge Villa Barbarigo, ora Montesi, costruita nel XVII secolo. Da notare la bella facciata che a nord si articola in tre piani sovrapposti, mentre a sud è a un unico piano, abbellito da un cinquecentesco loggiato.
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